bianchi rossi gialli neri

Paolo Capodacqua  (SDN021  Storie di note 2001)

bianchi rossi gialli neriDopo i suoi primi due lavori per bambini (“La Torta in cielo”, con i testi di Rodari, e “L’arca di Noè) Paolo Capodacqua pubblica questo CD sui bambini. Nove canzoni, nove storie di bambini e di adulti-bambini raccontati nella maniera delicata e divertente di chi prova a guardare il mondo proprio dal punto di vista dei bambini. E non si tratta di bambini “speciali”; non si tratta di piccoli eroi da libro cuore o da intruppamento balilla. I bambini di « Bianchi Rossi Gialli Neri » somigliano più all’ “Inventore di sogni” di Ian Mc Ewan che alle mostruosità aliene dei “bravissimi” di Mike Buongiorno. In queste canzoni ci sono bambini meravigliosamente “normali”: sono i nostri figli con le loro quotidiane stupefacenti rivelazioni. Sono bambini che raccontano di avere due maestre, una a righe e l’altra a quadretti; sono bambine rom; sono bambini che danno da mangiare ai piccioni e sono multati dal vigile e vendicati dagli stessi piccioni. Ma ci sono anche figli di guerre ed esodi lontani, bambine che hanno smesso troppo presto di volare, costrette dall’odio a camminare con i piedi per terra verso un futuro ignoto.

E poi ci sono adulti-bambini come il comandante Buonaventura, conquistatore pentito riconvertito all’amore improbabile con una pesciolina. Sono bambini che, pur non conoscendo il significato di parole come “tolleranza” e “multirazziale”, disegnano sui loro fogli facce di tutti i colori, in un mondo a quadretti che la diversità e l’insieme dei cromatismi rendono curioso, ricco, affascinante come l’effetto policromo delle matite colorate, come l’arcobaleno…

teatroAgli adulti che vogliono capire e che non si accontentano di guardare i poveri bambini usati televisivamente come zimbelli per far divertire il pubblico di “Zitti tutti”, queste canzoni possono servire per entrare nell’universo dell’infanzia con disponibilità e rispetto. Anche perché in questo disco i bambini finalmente si ribellano e lo fanno con le loro armi. Anzi con le loro mani, o meglio con le dita…nel naso naturalmente.

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